San Miniato al Monte illuminata con i colori della bandiera italiana
Meditazioni
Ieri sera, 20 marzo 2020, vigilia della Festa del Transito di San Benedetto Patrono d’Europa, la Basilica e l’Abbazia di San Miniato al Monte sono state illuminate dalle maestranze della Silfi-Società Illuminazione Firenze di verde, di bianco e di rosso, i colori della bandiera d’Italia. Abbiamo così raccolto l’invito del Comune di Firenze a fare di quel sublime prospetto architettonico e spirituale uno specchio che raccordasse gli sguardi e i cuori della cittadinanza e -idealmente- di una intera comunità civile, così duramente colpita dal contagio del coronavirus. Ci piace rileggere il simbolismo cromatico del nostro Tricolore universalizzandone il significato: il verde della speranza, il bianco della luce e il rosso dell’amore ci paiono infatti un messaggio di bene e un auspicio di futuro che valicano ogni confine e ogni appartenenza nazionale. Tale messaggio e tale auspicio hanno come destinatario l’uomo e la donna di ogni dove che soffrono per questa malattia e per le conseguenze di ogni male, così come tutti coloro che si prodigano per arginare con ogni mezzo il contagio e i suoi devastanti effetti. In modo particolare approfittiamo di questi giorni così difficili per fare consapevole memoria di quelle persone e di quei popoli che da molto più tempo di noi pagano a carissimo prezzo gli effetti dello squilibrio economico, sociale, culturale e ambientale che tanto affligge tanta parte dell’intera famiglia umana.
Dietro quelle millenarie pareti di bellezza qui mirabilmente ritratte dal fotografo Massimo Sestini, i monaci di San Miniato al Monte, pur nella loro fragilità e debolezza, si impegnano giorno e notte nel portare al cuore del Signore Crocifisso l’ardente desiderio, consapevolmente o inconsapevolmente universale, di una vera Pasqua di duratura speranza, di ritrovata pace e di definitiva giustizia.
IO VIDI LA SPERANZA DE’ BEATI San Miniato al Monte, 27 novembre 2025 La Basilica di San Miniato nella Divina Commedia “Io vidi la speranza dei beati”. Siamo ormai al termine dell’anno giubilare sulla spe-ranza e il tempo della Chiesa […]
Non si è mai pronti ad affrontare il deserto: la nuda privazione, il paesaggio annientato, il tempo sospeso, l’assenza totale di segnali affidabili, se non l’alternanza diaria della luce e delle tenebre. Forse anche a questo ci addestra il tempo […]