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«Deserti sterminati, fatui bagliori e carovane di speranza». Una riflessione del padre abate Bernardo per l’inizio di Quaresima

Meditazioni

Non si è mai pronti ad affrontare il deserto: la nuda privazione, il paesaggio annientato, il tempo sospeso, l’assenza totale di segnali affidabili, se non l’alternanza diaria della luce e delle tenebre. Forse anche a questo ci addestra il tempo di Quaresima, paradossale capodanno mobile e apprendistato esigente per imparare a diventare fuoco e futuro da scorie ormai combuste spalmate in fronte da mano sgarbata. Ci riproviamo anche quest’anno, incalzati da un’imminenza che taglia ripida e rapida le distrazioni nostalgiche del carnevale collettivo per ricondurci anzitutto al cuore oscuro e violento della nostra storia con le sue presunte verità e l’indomito incendio di ogni residua dignità. Smarrirsi per lasciarci ritrovare da una bussola/parola che orienta e riecheggia fra dune ora smosse da orme confuse, ora pettinate da venti battenti. Impietosi sbalzi termici, ordigni innescati, muri innalzati, ponti crollati, falesie corrose, teatri bruciati, vite spezzate. Quanta voglia di fermarsi e rinunciare, ma ci fidiamo ancora e ostinati ripartiamo: non siamo soli e dietro a Cristo Signore impareremo anche noi a solcare le fluide sabbie e a camminare su mari infiniti.

San Miniato al Monte, Firenze
Mercoledì 18 febbraio 2026

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